Glen Whitman ha compilato un’esaustiva lista contenente le due cose da sapere su ogni professione o attività.
A few years ago, I was chatting with a stranger in a bar. When I told him I was an economist, he said, “Ah. So… what are the Two Things about economics?”
“Huh?” I cleverly replied.
“You know, the Two Things. For every subject, there are really only two things you really need to know. Everything else is the application of those two things, or just not important.”
Anche io, di recente, ho smesso di portare l’iPhone con me, quando esco a correre. Per due anni l’ho sempre avuto dietro, a registrare i km percorsi, l’andatura e cose inutili varie.
Ma si sta decisamente meglio senza.
Realizing this, I made the decision several weeks ago to eliminate technology during my runs. No music, no podcasts and no Runkeeper updates. I would leave my phone at home and become one with my path and my thoughts. On my first run without technology, I remember noticing the discomfort was gone. I was several miles into the run and feeling fine. I let my mind wander to any thought that entered it and I explored those thoughts without limits. I was aware of the nature surrounding me and I was in tune with my breathing.
Distance didn’t matter. Pacing didn’t matter. Alternatively, my experience during the journey mattered. Process mattered.
Sir Ken Robinson: il sistema educativo ha bisogno di una rivoluzione, non di una evoluzione.
Vedete, anche nell’istruzione ci sono idee che imbrigliano. Vi faccio un paio di esempi. Una di queste è l’idea di linearità, si comincia qui e si prosegue su un percorso prefissato e se fai tutto giusto finirai sistemato per il resto della tua vita. Tutti quelli che hanno parlato a TED ci hanno implicitamente, e qualche volta esplicitamente, raccontato un’altra storia, cioè che la vita non è lineare ma organica. Creiamo le nostre vite simbioticamente mentre esploriamo i nostri talenti, in relazione alle circostanze che essi hanno contribuito a creare. Ma siamo diventati ossessionati da questa storia della linearità. E probabilmente il pinnacolo dell’istruzione consiste nell’andare all’università. Credo che siamo ossessionati dall’idea di mandare le persone all’università, a certe università. Non voglio dire che non ci si dovrebbe andare, ma che non tutti devono farlo e non tutti devono andarci subito. Magari più avanti, non immediatamente.
Sullo stesso tema: “School Kills Creativity”
Istanti, di Borges, letta da Giancarlo Ratti per “Il ruggito del coniglio”:
Se io potessi vivere un’altra volta la mia vita
nella prossima cercherei di fare più errori
non cercherei di essere tanto perfetto,
mi negherei di più,
sarei meno serio di quanto sono stato,
difatti prenderei pochissime cose sul serio.Sarei meno igienico,
correrei più rischi,
farei più viaggi,
guarderei più tramonti,
salirei più montagne,
nuoterei più fiumi.
“I’ve been alone with you, inside my mind.” (*)
“Pretending you know what you’re doing is almost the same as knowing what you are doing, so just accept that you know what you’re doing even if you don’t and do it.”
Le misure di sicurezza prese negli aeroporti servono a poco, se non ad imbastire un teatrino che ci faccia credere ai cittadini di avere sotto controllo la situazione. Lo racconta su Vanity Fair Scheneir, esperto di crittografia e sicurezza informatica:
Taking off your shoes is next to useless. “It’s like saying, Last time the terrorists wore red shirts, so now we’re going to ban red shirts”.